Compiacimento

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com-pia-ci-mén-to

SignSoddisfazione

dal latino: cumplacére compiacere, composta da cum con e placere piacere.

Il connotato di questa parola comune è piuttosto raffinato, ed è messo in luce dall'etimo. Infatti non si tratta di un piacere assoluto, ma bensì relativo: non si può essere compiaciuti in generale, lo si può essere soltanto in relazione a qualcosa (piacere-con). Compiaciuto per una vittoria, per la bontà di un pasto, per un apprezzamento.

In realtà mi pare di notare che la connotazione non si esaurisca qui. Il compiacimento è un sentimento inoltre intimo, che - se non necessariamente - molte volte scaturisce dallo scorgere in sé la causa di ciò di cui poi ci si compiace. Compiaciuto per una vittoria in cui si ha avuto un peso, per la bontà di un pasto preparato con le proprie mani o dal figlio a cui si è pagato un corso di cucina, per un apprezzamento che in fondo sappiamo ben riposto - forse quasi dovuto. E mi pare che il "con" dell'etimo segni bene questa sorta di partecipazione - oltre che di aspettativa.

Parola pubblicata il 26 Giugno 2011

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