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Copyright

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copiràit/còpirait

SignTitolarità del diritto di riproduzione di un’opera d’ingegno

voce inglese, composto di copy ‘riproduzione, copia’ e right ‘diritto’.

Copyright o diritto d’autore. La necessità di tutelare la proprietà intellettuale di autori e artisti viene sentita già in tempi ormai piuttosto remoti, e non stupisce quindi che questo anglicismo abbia cominciato a circolare nel nostro lessico già a fine Ottocento. L’equivalente italiano è senza dubbio diffusissimo, e le due espressioni si affiancano e si sovrappongono ormai molto comunemente, anche se letteralmente c’è una sfumatura che le differenzia leggermente: nel termine inglese viene reso esplicito, attraverso copy, il diritto di riprodurre del materiale, mentre nella collocazione italiana è implicito che questo diritto lo abbia soltanto l’autore dell’opera, ed eventualmente chi paga per ottenerlo.

A vantaggio del prestito, come spesso accade, la maggiore sinteticità (una parola al posto di tre), ma anche quel copy che appare subito comprensibilissimo, elementi che ne agevolano un uso esteso. Per non parlare poi delle norme internazionali che sempre più si occupano della questione e usano il termine come strumento per varcare i confini in maniera chiara e univoca. C’è anche un significato più esteso e figurato che caratterizza questa parola, ed è quello di ‘paternità intellettuale’; in questo caso di va oltre la mera possibilità di diffondere e/o riprodurre un prodotto, ed il copyright diventa l’autorialità stessa, che sia di un movimento, di un ideale, o anche solo di una frase detta: è ciò che accade quando, davanti all’amico che spudoratamente fa uso di una nostra battuta per incassare le risate altrui, gli ricordiamo che di quella spiritosaggine il copyright è nostro.

Interessante anche se molto meno frequente nell’uso è un'altra parola presente nei nostri dizionari e che indica esattamente l’opposto del copyright, ovvero il copyleft. Affascinante è il doppio contrasto dei due termini: left in inglese è ‘lasciato’, a indicare quindi la riproduzione che viene concessa, ma anche ‘sinistra’, in antitesi a right, che letteralmente è ciò che è dritto, giusto, e quindi moralmente corretto, lecitamente richiesto e preteso, ma pure la destra. Si sente ancora poco parlare di copyleft, probabilmente perché limitate sono, ancora oggi, le autorizzazioni stesse che ne permettano l’applicazione. Il destino della parola dipenderà quindi, come sempre, dall’evoluzione della realtà.

Con Eleonora Mamusa, linguista e lessicografa, a venerdì alterni sviscereremo un nuovo anglicismo.

Parola pubblicata il 26 Ottobre 2018

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