Probabile

pro-bà-bi-le

Che si ritiene altamente verosimile

dal latino: probare provare. Che si può provare.

Per il quotidiano e versatile uso che facciamo di questa parola, l'etimo si rivela fulminante - davvero radice prima, pura.

I significati in cui il probabile vive, nel senso di verosimile o nel senso di aver grandi possibilità di accadere, le probabilità dei giochi, delle sfide, delle incertezze, sono sviluppi e spiegamenti che provengono dalla piana e forse ingenua semplicità di ciò che si può provare - con tutte le sfumature di approvazione e di affidamento che ne conseguono.

Nel più comune "è probabile" nascondiamo quindi un pronostico complesso, la valutazione di una massima dettata dall'esperienza e in cui crediamo, mezzo su cui basiamo il progetto, sonda concreta che decifra e che ci mette in relazione con la realtà della vita - e la probabilità diventa una certa misura di provabilità, già ponderata.

Dopotutto, al di fuori delle logiche apodittiche e della matematica - che regola le probabilità e allo stesso tempo ne è al di sopra - ogni scienza, disciplina e accadimento dell'essere vive di una probabilità, che infine, nella sua prospettiva di certezza parziale e malferma, è margine di insicurezza e di casualità come anche di potere e di libero arbitrio.

Parola pubblicata il 28 Gennaio 2012

Commenti