Elastico

  • 2

e-là-sti-co

SignChe tende a riassumere la forma iniziale quando cessa l'azione delle forze che lo deformano; agile, pronto; adattabile

dalla voce del latino scientifico: vis elastica forza elastica, datata verso la metà del XVI secolo; è ripresa dal greco: elater persona o cosa che spinge avanti, da elaunein tirare o spingere.

Questa parola è universalmente consueta quando si tratta degli anellini di plastica elastica che si usano per tenere insieme delle cose: per metonimia si indica un oggetto attraverso una sua qualità - e così degli "anelli di plastica" diventando degli "elastici". Fuori da questo caso, o fuori dai meno quotidiani tappeti elastici, o se non si è ingegneri, capita di rado di considerare questa qualità.

L'essere elastico consiste nel reagire alle deformazioni e alle forze subìte senza rompersi, tendendo a recuperare la forma originaria: in questa formula rientrano tanto gli elastici che vengono scoccati tendendoli al dito quanto i titanici sommovimenti tellurici che rispondono all'esplosione del terremoto. Capiamo bene che è una qualità molto suggestiva e versatile, e infatti trova un vasto numero di usi figurati. Pensiamo al corpo elastico dell'atleta, che scatta con prontezza e reagisce con agilità armonica ai suoi movimenti; pensiamo a degli orari elastici - fissati con precisione ma flessibili secondo necessità; pensiamo ad una morale elastica che all'uopo si accomoda bene su posizioni incoerenti, o ad una mente elastica, che pur avendo una sua forma netta è in grado di comprendere idee diverse e inconsuete.

Sottolineiamo come "elastico" si opponga a "plastico": l'uno si oppone alle deformazioni, l'altro le mantiene. Quindi parlare, come abbiamo fatto all'inizio, di "plastica elastica" è un controsenso, dovuto alla vaghezza con cui noi non chimici indichiamo la "plastica".

Deformarsi e oscillare in tensione senza rompersi - per poi ritornare integri allo stato iniziale - non è mai stata una virtù così apprezzata, negli edifici. Negli umani tutto è stato più complesso: anche qui sono avvenute deformazioni e oscillazioni per reagire alle forti sollecitazioni. È stato impossibile invece - anche per chi non ha subito danni - ritornare allo stato iniziale come niente fosse accaduto.

Questa è una "parola terremotata", frutto di una collaborazione con l'associazione LaCà, nata dopo il sisma in Emilia. Col loro aiuto cerchiamo di capire come alcune parole si sono trasformate dopo il terremoto e come si possono rinnovare. Il testo in corsivo è un loro diretto contributo.

Parola pubblicata il 17 Maggio 2013

Commenti

Per lasciare un commento devi essere registrato al sito! Fai login o Iscriviti adesso!

acquisti consigliati

Ricevi la parola del giornoRicevi la parola del giorno

Registrati al sito per ricevere la parola del giorno via email, lasciare commenti sul sito e ricordarti le tue parole preferite!

Inizia subito!

E' il momento giusto per iscriverti, bastano 60 secondi!

Privacy Policy

» Sono già registrato