Opercolo

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o-pèr-co-lo

SignIn biologia, organo mobile che chiude una cavità - e estensivamente, chiusura, coperchio; capsula rigida che racchiude un farmaco

dal latino: operculum coperchio, dal verbo operire coprire, con una probabile radice in comune con "aprire".

Che sia la protezione del delicatissimo segreto delle branchie di un pesce, il velo di cera che nell'alveare sigilla la celletta riempita di prezioso miele o la sottile lamina metallica che si toglie o fora per aprire un costoso tubetto di tempera, l'opercolo mostra una levatura aggraziatissima: è un diaframma minuto, femminile, che protegge con cura qualcosa di alto valore: vitali cavità anatomiche, caveau di ricchezze e miele, farmaci salvifici.

Si ritroveranno i diari dell'amico scomparso nascosti sotto l'opercolo di una piccola botola di legno nella sua vecchia camera; il primo abbraccio svela i segreti della femminilità prima protetti dall'opercolo virginale; aprendo il tubetto di maionese si vedrà che l'opercolo è rotto o assente - odora già di rancido - e bofonchiando si tornerà a farselo cambiare.

Non è rude e virile come il pluteo, non generico e rozzo come il coperchio né generico e nobile come il diaframma, ma con questi sinonimi è in perfetta armonia, coprendo ciascuno diverse connotazioni - ciascuno una diversa sfumatura del quasi medesimo colore.

Questa parola è una scoperta non facile ma ricchissima, i cui usi sono da ricercare con fantasia ed intenzione.

Parola pubblicata il 08 Ottobre 2011

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