Sistole

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sì-sto-le

SignContrazione del muscolo cardiaco; in metrica, spostamento dell'accento tonico di una parola, che da tronca diventa piana

dal greco systolé 'contrazione'.

Questa parola si trova solitamente relegata in gerghi specifici, ma va ben ponderata.

In fisiologia indica la contrazione del miocardio, e può essere sia atriale sia ventricolare: è quel movimento del cuore che pompa il sangue nei ventricoli prima e nel resto del corpo poi (anche se in effetti la contrazione degli atrii sarebbe detta 'presistole'). Nella metrica classica indica invece l'abbreviamento di una sillaba lunga, mentre in quella italiana descrive lo spostamento indietro di un accento, che trasforma a fini ritmici una parola tronca in una parola piana (celebri gli esempi danteschi del mutamento di 'pietà' in 'pièta' e 'podestà' in 'podèsta').

Puntualmente confrontato con quello di 'diastole', che descrive l'opposta dilatazione, sia in fisiologia sia in metrica (dove l'accento slitta verso la fine della parola, pensiamo all'Oceàno foscoliano), quello di 'sistole' è un concetto che può andare oltre a questi usi particolari. Può essere una sistole il momento di tensione che accompagna lo sforzo massimale, una sistole la contrazione dei mercati, e si può parlare della sistole dell'intenso sollevamento. Dopotutto, la sistole non è altro che una contrazione.

(C'entra qualcosa la 'sistola', il tubo di gomma che porta l'acqua o l'ugello da cui viene fatta uscire? No. Questo regionalismo toscano deriva probabilmente dal latino sìtula, cioè secchio.)

Parola pubblicata il 30 Giugno 2016

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