Tabù

11 Aprile 2011

ta-bù

SignFortissimo divieto relativo a comportamenti, oggetti e consuetudini

dal polinesiano: tàpu che significa sia sacro che proibito, composto da ta marcare e pu rafforzativo. Passato all'inglese come taboo attraverso l'esploratore James Cook nel 1777, l'accento si è spostato sull'ultima sillaba per effetto della trasformazione francese in tabou. In ambito scientifico permane il più appropriato accento sulla prima sillaba.

È un divieto che acquisisce questa forma all'interno di una formazione sociale - ed ogni cultura ha i propri, fermi dei tabù che sono comuni alla più gran parte delle società umane. Sono delle proibizioni radicate in profondità, ed è impossibile scavalcarle impunemente, proibizioni che originariamente non erano che la faccia negativa della posizione del sacro: nelle civiltà del grande oceano Pacifico è culturalmente fondamentale il concetto di "mana", la meraviglia inconoscibile e onnipresente cui è dovuto rispetto sacrale - radice originale di ogni spiritualità - e il "tapu" altro non è che la prescrizione che dal sacro sgorga indicando a un tempo il sacro stesso e la contaminazione da evitare, che nuocerebbe alla propria anima.

Nella nostra cultura questo significato complesso e vertiginoso si è appiattito su un non-si-fa del buon costume assolutamente privo di una visione coerente e organica, debolmente e formalmente connesso al senso religioso più bigotto e certo slegato da ogni percezione condivisa del sacro.

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