Transeunte

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tran-se-ùn-te

SignChe ha una durata limitata nel tempo, destinato a passare

dal latino transiens traneuntis, participio presente di transire passare.

Questa parola è un latinismo figlio del lessico filosofico: per transeunte si intende l'impermanente, ciò che dura per un tempo relativo, e che è destinato a perire. Il dubbio che sorge in relazione all'uso di questa parola, così aulica, riguarda la sua differenza di significato rispetto a "transitorio". Non sono sinonimi?

Al di là del diverso registro di appartenenza - transeunte sempre alto, transitorio più versatile -, queste due parole sono discrete da diverse sfumature di significato. Quello dell'essere transitorio è un attributo quasi misurabile, geometrico, cronologico: a esempio, l'essere ospiti a casa di amici è una situazione transitoria, mentre si cerca una stanza nella nuova città; le vacanze possono essere segnate da un malanno transitorio - saremo in piedi appena finite; e le novità legislative possono essere introdotte col cuscinetto di norme transitorie, di efficacia interinale.

Il transeunte, invece, è un modo dell'essere: è intimo, non si misura - e perciò si attaglia bene ai colori della filosofia. Da saggi si può godere di un bene transeunte senza attaccamento; scampare alla morte ci riporta nella consapevolezza dell'essere transeunte della vita; e si possono osservare le forme transeunti dei costumi di una certa cultura.

Transeunte non è solo un parolone: è un parolone con un significatone, che solo poveramente può essere approssimato al passeggero.

Parola pubblicata il 30 Dicembre 2014

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