Abietto

a-biét-to

Spregevole, vile, ripugnante

dal latino: abiectus participio passato di abicere buttar via, composto di ab da e iàcere gettare.

È una parola molto forte, un aggettivo che esprime un giudizio duro: l'abietto è ciò che è così spregevole da dover essere moralmente buttato via, rigettato, allontanato. È qualcosa con cui non si può dialogare, con cui mediare è impossibile poiché è incompatibile coi propri valori più profondi - e davanti a cui l'esilio è l'unica risposta umana che si può dare. Insomma, più che una parola è una mannaia.

Nel soppesare un reato in tribunale questo verrà aggravato dai motivi abietti che hanno portato a compierlo, cioè perversioni speciali, offese taglienti e sconcertanti alla morale condivisa; parlando della figura del tal gerarca nazista si dirà che era una persona abietta, involta in strane eccitazioni personali, nel piacere sottile del crimine o dell'ordine, con una concezione abominevole dell'empatia; in altri casi meno estremi è difficile immaginare un uso ponderato di questa parola. A meno di usarla col significato desueto di reietto - per cui, escluso dal gruppo, resto abietto.

Parola pubblicata il 13 Aprile 2013

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