Alchimia

al-chi-mì-a

Scienza esoterica che studia la produzione della pietra filosofale; armonia; espediente, artificio

dall'arabo: al-kimiya pietra filosofale, collegabile al greco chymeia mescolanza di liquidi - stessa radice di "chimica".

Un'arte che culmini nello squadernamento dei segreti della vita e nel potere di controllarli è per certo affascinante. Spesso si considerano gli antichi alchimisti come superstiziosi precursori dei chimici, ma in realtà l'obiettivo era molto diverso, e così pure i metodi di lavoro.

La pietra filosofale, la Grande Opera, riuscita dopo lunghe e complesse trasformazioni della materia e dello spirito dell'alchimista, schiude le porte della felicità onnisciente, della panacea, dell'elisir di lunga vita e, ovviamente, della trasmutazione dei metalli vili in oro. Che sia fuori di metafora o che invece sia un percorso simbolico, l'alchimia ha grandi tratti in comune con pratiche orientali come lo yoga: essa è innanzitutto lavoro su se stessi.

Da qui traiamo un carattere dell'attuale connotazione di armonia, di sintonia - mutuata dall'armonia degli elementi che si incontrano: l'alchimia con una persona, con una materia, con un'opera d'arte non è mai casuale, ma frutto di una rispondenza coltivata in se stessi.

Circa le accezioni di espediente ed artificio non dico: non rendono giustizia alla nobiltà della parola, ed hanno il piglio stolto del positivista anabolizzato.

Parola pubblicata il 02 Settembre 2011

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