Ancillare

an-cil-là-re

di ancella, cioè di serva; subordinato

dal latino: ancillaris, da ancilla serva.

L'ancella, nell'antica Roma, era la serva della matrona. Successivamente è rimasta ad indicare genericamente la serva domestica. Quindi in senso stretto 'ancillare' significa relativo alla serva, all'ancella: comune in questa chiave è l'espressione "amore ancillare", intendendo le liaisons amorose intrattenute con le serve o le domestiche. Si può, appunto, cercare di estendere il senso anche alle figure di lavoratrici domestiche dei giorni nostri, ma il connotato, nonostante i natali latini, riesce svilente, come classicamente è l'atteggiamento del gran signore verso la servitù. Nella nostra epoca, in cui fortunatamente la servitù è percepita come uno stato sociale patologico e non fisiologico, e in cui il lavoro di collaborazione familiare tendenzialmente acquisisce la dignità che merita, si tratta di un senso decisamente secondario. Però, cavalcando questi connotati, si potrà parlare, con elegante ironia, degli amori ancillari del vecchio milionario.

Più suggestivo e versatile è il significato di subordinato, servente. Si può parlare dell'organo ancillare che tiene i conti della grande azienda; si potrà parlare delle losche figure ancillari di un certo politico; o magari parlare di un lavoro ancillare rispetto alla propria passione.

Parola pubblicata il 05 Dicembre 2012

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