Aporia

a-po-rì-a

Dubbio insolubile, ostacolo insuperabile che blocca un ragionamento

dal greco: aporia dubbio, da aporein essere in imbarazzo - composto da a privativa e poros passaggio.

Parola di grande spessore, individua quel momento di una discussione o di un'argomentazione in cui ci si arena senza poter dare ulteriori risposte precise, impastoiati in un paradosso logico.

L'universo è infinito o finito? Nel cercare di rispondere a questa domanda ci si trova di fronte ad un'aporia - come accade puntualmente davanti ai paradossi filosofici (celebri i koan orientali, i paradossi zen). Ci si trova davanti ad un'aporia alla fine dei dialoghi platonici in cui uno stringente Socrate pone domande incalzanti circa alcune certezze - finché queste vengono smontate e ci si ritrova a dover prendere atto dell'impossibilità di dire o sapere qualcosa.

Rendersi conto di questi limiti e rispettare le aporie è segno di grande saggezza - come lo è evitare di sbattere la testa contro il monte se il passaggio non c'è.

Altro significato (minore) di aporia è la dell'oratore, l'imbarazzo, l'incertezza - ma in particolare, quella falsa. Il conferienziere patetico ostenterà una vibrante aporia nei passaggi del discorso più carichi di sentimento.

Parola pubblicata il 20 Maggio 2011

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