Attento

at-tèn-to

Concentrato, accurato

dal latino: attentus da attendere attendere, a sua volta composto da ad e tendere tendere verso.

Nell'immensa e comune semplicità di questa normalissima parola, ecco svelata l'immagine profonda.

La concentrazione, la focalizzazione dell'attenzione sono quelle di quando si attende qualcosa: è attento lo sguardo sul semaforo che sta per diventare verde, è attento il cuoco che ha la parmigiana di melanzane in forno, è attento il ciclista che si aspetta di essere seviziato in ogni modo dagli automobilisti. E nel prestare attenzione a maneggiare un cristallo sta l'eventualità di un urto o che sfugga di mano, prestare attenzione ai bisogni altrui è volgere la concentrazione al curare prontamente il sorgere di ogni necessità, e durante una lezione, aspettare il colpo di scena, la rivelazione - o più pianamente, la nozione.

Quanto è meno vaga, così, questa attenzione, nevvero? È una parola costruita a piombo, sì, fatta proprio bene.

Parola pubblicata il 18 Novembre 2011

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