Audacia

au-dà-cia

Coraggio, ardimento

dal latino: audacia, da audere osare.

L'audacia è una forma forse meno seria di coraggio, forse più temeraria - ma perciò più brillante, più spavalda. L'audacia trasmette la sensazione dei muscoli nudi tesi (un po' narcisi) in qualche salto o scalata pericolosa, di qualcuno non inconsapevole del rischio ma che lo accetta con manica larga, osando compiaciuto: da questi rilievi possiamo desumere l'uso della parola: sarà audace lo sguardo del seduttore (che si sente) infallibile - o lo spacco vertiginoso della femme fatale; sarà audace la strana opera dell'architetto, improbabilmente certo di colpire e lasciare in deliquio, o la pièce che porta in scena un nudo maschile, o che scherza su una tragedia fresca; sarà audace la ricostruzione dei fatti del commissario che subodora nell'aria una promozione - e la sorte aiuta gli audaci perché l'audace è sicuro di sé, e non esiste forza più grande.

Nota: l'audacia può anche essere direttamente l'atto audace. Il prode spadaccino compie mille audacie per la sua bella.

Parola pubblicata il 05 Giugno 2012

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