Biascicare

bia-sci-cà-re (io bià-sci-co)

Tenere il cibo in bocca muovendolo o masticandolo lentamente o svogliatamente e facendo rumore; pronunciare in modo confuso; parlare male

etimo incerto.

È affascinante il modo in cui gli studiosi si sono ingegnati per ricostruire la storia di questo termine, che si affaccia in italiano all''inizio del Quattrocento. È una variante la cui fortuna ha superato quella del 'biasciare', e pare pacifica una derivazione dal latino parlato, ma di qui in poi le ipotesi si accavallano: c'è chi ne dà una ragione onomatopeica a partire da un presumibile blassiare, altri avanzano un affascinante biversiare, ossia un 'girare di qua e di là' riferito al cibo nella bocca, altri ancora assumono che passi da un blesiare per derivare da blaesus (il nostro 'bleso', affetto da un difetto di pronuncia di certe consonanti). Il dibattito è acceso: scoprire i trascorsi di una parola così martoriata dal gusto della pronuncia enfatica è difficile (ha un suono talmente pieno, evocativo e soddisfacente!); ma quale che ne sia l'origine. le proposte gravitano comunque su qualche stortura nell'uso della bocca.

Si parla di 'biasciare' in primo luogo quando qualcuno tiene qualcosa in bocca, muovendolo o masticandolo lento e senza costrutto, con rumore liquido — spiacevole o soddisfatto — di saliva abbondante. Ci irrita chi biascica la gomma, sovrappensiero biascichiamo una banana, e il bambino biascica con le gengive rosa un pezzo di pane, sputazzandolo, e il compagno ci rende la penna tutta biascicata. Manca quella volontà diretta al mangiare, esperta e sbrigativa che troviamo nel masticare, o manca la possibilità di farlo in maniera efficace ed efficiente. Ma il biascicare non si ferma qui.

Per la metafora antica e fortissima che ci fa tenere in bocca anche le parole (che pure in realtà sarebbero la pura articolazione di un suono che vibrando passa e va), si possono biascicare anche le parole. Dopotutto, son queste due le funzioni essenziali della bocca. Il biascicare (che alcuni vorrebbero nascere con questo significato, con estensione al cibo) è quindi anche un pronunciare in modo confuso, storpiando le parole. L'amico che non dice mai di no a un altro bicchiere di Martini inizia a biascicare discorsi molto profondi, quando non abbiamo idea di che cosa rispondere biascichiamo un paio di frasi, e alla persona che si mostra contrariata chiediamo di smetterla di biascicare obiezioni e di dirci quello che pensa.

Peraltro il tratto proprio del biascicare, a contrasto col rustico ma dritto masticare, si vede benissimo in relazione alle lingue straniere. Se mastico due parole di francese, me la cavo; se biascico due parole di francese faccio un po' pena. Meraviglie dei verbi che ci parlano di quel che si fa con lingua, denti, labbra e con tutta la bocca giù fino alla gola.

Parola pubblicata il 09 Novembre 2019

Commenti