Cannibale

can-nì-ba-le

Uomo che si ciba di carne umana

dallo spagnolo: canibal, alterazione di caribal, a sua volta dalla lingua dei Caraibi: caribe ardito, che è passato ad indicare la popolazione stessa delle Antille.

In Europa la popolazione dei Caraibi, che dà il nome al luogo geografico, ebbe fama di mangiatrice d'uomini. Non senza un certo disprezzo, dal loro stesso nome nacque allora cannibale come sinonimo di antropofago.

In effetti non si tratta di una parola particolarmente esatta: sarebbe appunto più corretto parlare di antropofagia, fenomeno ben più complesso di quanto l'approssimativa osservazione dei civilizzatori europei abbia inizialmente apprezzato; volendo spingersi più oltre si può notare come però anche l'antropofagia, cioè il mangiare uomini, non descriva con precisione il fenomeno: anche una tigre può essere antropofaga. Volendo quindi scegliere un termine ancora più corretto, idoneo ad essere esteso anche a specie diverse dalla nostra, si può parlare di omofagia, cioè del cibarsi del proprio simile.

Il cannibale, comunque, è una parola che fuori di tecnicismi ha attecchito con forza nella lingua e nell'immaginario collettivo: prescindendo dalla conoscenza delle ritualità dell'omofagia umana, il cannibale resta paradigma del terrore che il selvaggio incute, refrattario al più elementare senso di umanità.

Parola pubblicata il 07 Luglio 2012

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