Cenotafio

ce-no-tà-fio

Monumento funebre per persona sepolta altrove, o le cui spoglie sono andate perdute

dal greco: kenotaphion composto di kenos vuoto e taphos tomba.

Non di rado monumenti funebri eretti nelle nostre città e nelle nostre chiese non custodiscono veramente le spoglie mortali di coloro alla cui memoria sono stati dedicati. Si tratta, allora, di cenotafi.

Sono forse dei tributi al ricordo ancora più elevati delle tombe che prive di corpo non sono, meno concreti, più puri: mi viene in mente, nella celebra chiesa fiorentina di Santa Croce, in mezzo alle decine di sepolcri di celeberrimi Italiani del passato (Machiavelli, Michelangelo, Galileo...), il malinconico cenotafio di Dante, monumento maturo e pieno di vergogna - poché esiliato, e sepolto a Ravenna.

Al cenotafio resta comunque tutta la grande funzione dei sepolcri, di cui cantò Foscolo.

Parola pubblicata il 30 Aprile 2011

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