Cialtrone

cial- tró-ne

Persona trasandata, poco seria, volgare

etimo incerto: forse è da avvicinare a ciarlare chiacchierare.

È una parola forte, tanto nel suono quanto nel significato, e ha molte sfaccettature.

È un esser trasandato che può avere diversi livelli di profondità - dall'essere trasandati nell'aspetto, all'esserlo nel comportamento, all'esserlo nel lavoro. Ed è in quest'ultimo ambito che questa parola pare avere un particolare vigore, raccontando una profonda mancanza di serietà, una disattenzione radicata, un'attitudine all'arrangiare un gioco al ribasso: qui sta il cuore del concetto, che informa anche i connotati apparentemente più superficiali della parola. Infatti il cialtrone nell'aspetto non è semplicemente il malvestito dal brutto portamento, ma chi lo è a dispetto di una situazione che per opportunità richiede un certo tono - e il cialtrone nei rapporti personali non è genericamente lo scortese o il volgare, ma un insolente per sciattezza morale. Il cialtrone, in sintesi, è chi, davanti alle regole sociali del decoro, del rispetto e del lavoro, si presenta menefreghista e pigro.

Parola pubblicata il 17 Settembre 2013

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