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Colletta

col-lét-ta

significato

Raccolta, in particolare di denaro, solitamente a scopo di beneficenza

etimologia

dal latino: colligere raccogliere.

La [collecta] latina era una raccolta di denaro in particolare per far cassa comune - ad esempio per pranzi o cene.

Questa parola è poi filtrata nella liturgia della messa dando il nome ad una preghiera che, esprimendo le intenzioni dei fedeli, raccoglie i loro voti. E non solo: è passata ad indicare un tipo particolare di navigazione mercantile, ovvero il carico a colletta, in cui la nave durante il suo viaggio carica merci diverse in più porti scaricandone via via in altri mentre giunge alla meta finale.

L’attuale connotazione chiaramente inclinata verso la raccolta di fondi per beneficenza ha però trovato la sua fortuna e consacrazione per via di un curioso episodio storico che vide coinvolto Leopardi: il poeta, nel 1830, pur nobile, si ritrovò completamente al verde. Accorse allora in suo aiuto un amico, che promosse una raccolta di denaro in suo favore fra gli altri amici e suoi estimatori fiorentini e toscani - denaro che Leopardi rifonderà l’anno dopo con il compenso ricevuto per i suoi Canti. L’amico, così solidale, era l’ex generale Pietro Colletta.

Parola pubblicata il 03 marzo 2011

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