Comare

co-mà-re

Madrina; amica e vicina di casa; pettegola

dal latino tardo: commater, composto di cum con e mater madre.

L'etimologia di questa parola ci dipinge un personaggio femminile di grazia eccezionale: la comare è colei che si accompagna alla (propria) madre. Può essere l'amica di famiglia o la parente che fa da madrina al neonato o da testimone al matrimonio, la vicina di casa con cui si ha un certo rapporto di complicità, e perfino la pettegola che passa le sue giornate nella chiacchiera. Anche se non tutti gli aspetti di questa figura sono positivi e lusinghieri, essa trasmette un calore, un senso di comunanza davvero straordinari - quali solo una vita vissuta spalla a spalla riesce a costruire: la comare ha tendenzialmente un'età avanzata, e rappresenta quel solido nodo del tessuto sociale in cui la dolcezza e la scontrosità, la saggezza e il pregiudizio trovano il loro intreccio.

Oggi è una figura preziosa: negli ammassi urbani di monadi abitative chiuse in sé stesse la comare non può esistere, perché non esiste relazione. Anzi, forse oggi la comare è come le api, o le lontre: animali dalla cui presenza si capisce che un ambiente è salubre. Dove ci sono comari c'è tessuto sociale stretto.

Parola pubblicata il 02 Marzo 2014

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