Contumacia

con-tu-mà-cia

Assenza dell'imputato nel processo penale o di una delle parti nel processo civile; quarantena; disobbedienza

dal latino: contumax arrogante, ostinato, riottoso - e nel lessico forense, renitente a una citazione o a una sentenza.

È una parola che oggi vive essenzialmente nel lessico forense; in questo ambito acquista un significato di assenza nel processo (dell'imputato o di una parte processuale) che è estensione del significato principale di arroganza e ostinazione (ormai poco consueto). Il contumace in generale sarebbe il riottoso, il disubbidiente per superbia - che in particolare non compare in tribunale quando dovrebbe.

Forse è proprio a partire da questa accezione di assenza, di lontananza, che la contumacia assume anche il significato di quarantena: tenere una nave in contumacia significa imporle il divieto di sbarco per un certo periodo per cautele sanitarie, tenendola, idealmente o meno, fuori dal porto.

Aperto il processo potrà quindi essere contumace il criminale latitante, che mentre veleggia di atollo in atollo potrà magari essere messo in contumacia con la sua barca per la minaccia di un'epidemia - ma con proterva contumacia potrà infrangere il divieto di sbarco alla determinata ricerca di piaceri lubrichi.

Parola pubblicata il 28 Ottobre 2013

Commenti