Delirare

de-li-rà-re (io de-lì-ro)

Farneticare; esaltarsi; deviare

dal latino: delirare uscire dal solco, composto da de fuori e lira solco.

Dall'etimo vediamo subito che si tratta di una parola molto versatile.

Il delirare per una gran febbre, o il pubblico in delirio durante lo spettacolo del grande attore non sono che declinazioni diverse dello stesso uscire dal solco: nel primo caso, e in generale nel comune senso di delirio come farneticazione, si delira dal consueto modo di esprimersi, dalla progressione logica dei pensieri, dalla razionalità; nel secondo caso si delira dalla compostezza di un normale apprezzamento manifestando un'esaltazione invasata. Ma un'immagine così eloquente va usata con fantasia, senza rinchiuderla negli stereotipi del pubblico in delirio e dei delirii dei matti. Altrimenti è uno spreco.

Delirare durante un discorso può significare saltare con ponderazione ad un altro argomento; pubblicare su un blog i propri delirii può significare pubblicare i pensieri che ci vengono nelle ore d'aria, senza necessariamente volerli colorare di follia per farli sembrare più speciali; si può dire che il fagottista talentuoso ha delirato sulla chitarra, intendendo un cambio di strumento, la ricerca di una nuova espressione.

Parola pubblicata il 25 Marzo 2013

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