Diruto

dì-ru-to

In rovina, diroccato

dal latino dìrutus, participio passato di dirùere 'rovinare, distruggere', composto di dis- che indica separazione, dispersione, e rùere 'cadere, rovinare'.

Alle volte capita di trovare parole non proprio comunissime che però hanno significati consueti - e che riservano connotazioni davvero interessanti. È il caso di diruto.

Si dice diruto ciò che è cadente, in rovina, diroccato. Non è scontato come il distrutto - che indica l'effetto dell'azione contraria al costruire: l'etimologia ci descrive con forza e semplicità una rovina dispersa. Si distingue anche dal diroccato, che pur avendo un significato quasi identico ha delle sfumature più pittoresche, quasi romantiche. Insomma, la casa diroccata ha un fascino che la casa diruta non ha. E forse quella diruta è anche messa peggio.

'Diruto' è un termine esatto, fortemente descrittivo - che curiosamente si è rivelato adatto tanto al gergo immobiliare quanto a quello poetico. Comprando il fabbricato diruto, si sa che nella migliore delle ipotesi non si dovrà rimettere mano alle fondamenta; le macerie del castello diruto sono state usate per la costruzione di nuovi edifici; ed è diruta la vecchia tesi ormai completamente confutata.

Questa parola non va confusa con 'dirupato', che propriamente indica un terreno scosceso e pieno di rupi - con cui non paiono esserci evidenti nessi etimologici.

Infine va notato che, per quanto la pronuncia corretta sia 'dìruto', è invalsa anche 'dirùto'.

Parola pubblicata il 04 Maggio 2016

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