Fantasmagorico

fan-ta-sma-gò-ri-co

Caleidoscopico, ricco di figure in caotico movimento

dal francese: fantasmagorie fantasmagoria, composto dal greco: phantasma da phantazein mostrare, apparire, e dal suffisso -agoria, tratto dal greco: agoreuenin manifestare. Manifestare apparizioni.

La fantasmagoria è una forma di teatro nata nel XVIII secolo e sviluppatasi nel XIX; grazie a particolari "lanterne magiche" - in pratica, dei proiettori - si potevano generare immagini mostruose o fantastiche, attraverso cui veniva narrata una storia ricchissima di effetti speciali: potevano essere proiettati fantasmi nel fumo, delle ombre potevano dare l'impressione di creature gigantesche, sistemi sovrapposti di vetri colorati potevano creare l'avvicendarsi di figure complesse in movimento.

A un secolo di distanza da quando il cinema ha soppiantato lanterne magiche e simili forme di teatro, il fantasmagorico ci continua a raccontare di qualcosa che è caoticamente ricco di immagini, luci, colori, suoni, personaggi che si succedono rapidamente. Giusto per dare un riferimento di qualcosa che certo è fantasmagorico, pensiamo al film animato di Dumbo: la sequenza del sogno degli elefanti rosa è eminentemente fantasmagorica; o pensiamo alle scene del film "Paura e delirio a Las Vegas" che si svolgono nel Circo Bazooko. Ma può essere fantasmagorica una scena improbabile e confusionaria di un qualunque film d'azione, può essere fantasmagorica la vista d'insieme di un luna park, o si potrà parlare di una fantasmagorica serata passata per locali.

Non è una parola che capita spesso di incontrare, e il suo significato, alla fine, riesce piuttosto nebuloso; ma proprio questa vaghezza lascia un bello spazio alla creatività con cui può essere usata. Vediamo però come rappresenti comunque un concetto ben distinto dal fantastico o dal fantomatico, con cui capita che venga confusa.

Parola pubblicata il 15 Maggio 2013

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