Femminicidio

fem-mi-ni-cì-dio

Omicidio di una donna per questioni di genere

composto di femmina e -cidio uccisione, introdotto in criminologia dalla criminologa Diana Russel negli anni '90.

Si tratta di una parola di recente tristemente giunta alla ribalta dei mass media.

Ciò che indica non è la semplice uccisione di una donna - in questo senso varrebbe bene il termine generico di omicidio. È l'uccisione di una donna perché donna, in un'ottica culturale in cui la misoginia pare legittima, in cui pare legittimo un esercizio di potere dell'uomo sulla donna che si spinga fino alle estreme conseguenze.

Certo, non è una parola che suona particolarmente bene, e la sua costruzione etimologica non è delle più felici (in latino la [femina] è la femmina dell'animale). Però nasce per descrivere un fenomeno - un fenomeno sempre esistito - che adesso si sente la necessità di abbattere. E si sa che chiamare i demoni col loro nome è il primo passo per domarli.

Parola pubblicata il 15 Dicembre 2012

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