Fenomeno

fe-nò-me-no

Evento, accadimento; prodigio; ciò che è conoscibile tramite i sensi

dal greco: phainomai apparire, mostrarsi.

È curioso come una parola così neutra come questa, che vorrebbe esprimere generalmente qualcosa che appare, che si manifesta, abbia in sorte sfumature così complesse.

Nel lessico filosofico è fenomeno tutto ciò che è suscettibile di percezione sensoriale; nel lessico scientifico il fenomeno è ciò che accade ed è suscettibile di studio. Se un certo accadimento lo chiamiamo fenomeno, ciò che trasmettiamo è che abbiamo indossato degli occhiali attraverso i quali lo stiamo osservando. Se parliamo di una festa come di un fenomeno, trasmettiamo che o la stiamo considerando come fatto della realtà oggettiva (e quindi stiamo imbastendo un discorso d'impronta filosofica), o come interessante situazione di studio, non certo come un semplice evento.

Paradossalmente il fenomeno è anche, forse anzi nel suo senso più comune, il prodigio, la cosa eccezionale; non quindi un fatto percettivo o di studio piano e lineare, ma lo strepitoso, l'anomalo che chiama applausi. In una certa logica, ciò che più facilmente appare e colpisce l'occhio. Sarà quindi un fenomeno il calciatore più quotato del momento, lo scacchista dodicenne che fa dieci partite simultanee, sarà fenomenale la comicità di un attore.

Parola pubblicata il 24 Dicembre 2012

Commenti