Fila

fì-la

Insieme di cose o persone allineate una dopo l'altra

da filo, a sua volta dal latino filum.

Il discorso più rilevante che si può fare relativamente all'uso di questa parola non attiene al suo significato - che è molto piano e chiaro - ma ai suoi rapporti con la parola "filo", e fra i rispettivi plurali. Notiamo subito che, nonostante la comune radice etimologica, "la fila" e "il filo" sono due cose diverse: la fila è una successione di elementi, il filo è un elemento tessile lungo e sottile - e la prima, avendo l'aspetto di una linea, nasce come significato figurato del secondo.

Fin qui non sorgono problemi, ma è con i plurali di queste parole che la faccenda si complica: il plurale di "la fila" è "le file", (una fila di automobili, due file di automobili) mentre "il filo" ha due varianti di plurale: "i fili" e "le fila". Il maschile viene usato per indicare l'oggetto concreto (i fili di un tappeto), il femminile per indicare la trama, o comunque l'oggetto metaforico (le fila del racconto, le fila del complotto). Ma "le fila" non deve essere usato come plurale di "la fila". Sono due oggetti diversi. Capita spesso di leggere in libri o quotidiani, o di sentire in discorsi o film, espressioni come "serrare le fila" - espressioni improprie, in cui i concetti di "fila" e "filo" vengono confusi. Si serrano le file, non le fila: è un'espressione militare, e negli eserciti ci sono file di soldati, non fili di soldati.

Si dirà che l'uso di "le fila" come plurale di "la fila" è ormai invalso pacificamente - e può esser vero. Ma se da domani si iniziasse a usare "banane" come plurale di "cacciavite" questo non aumenterebbe il numero di banane nella cintura del carpentiere. Se "la fila" e "il filo" sono cose diverse, sono cose diverse anche "le file" e "le fila" (o "i fili").

Parola pubblicata il 28 Settembre 2013

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