Infingardo

in-fin-gàr-do

Bugiardo, simulatore; fannullone

da infingere, dal latino: infingere, composto di fingere foggiare, plasmare.

Una meraviglia di parola.

Viene di solito usata come un dispregiativo generico e un po' rétro, ma ha invece dei connotati ben precisi: l'infingardo è colui che finge - e acquista delle sfumature di proditorietà, di opportunismo, e anche di inerzia e pigrizia: ci si finge stanchi o incapaci per non faticare.

Sarà quindi infingardo il ragazzo che si rifiuta di aiutare in giardino dicendo che deve studiare; infingarda la signorina che alla fila alle poste si inventa di avere un treno in partenza - le spiacerebbe farmi passare?; infingardo quello che ti vuole appioppare una caterva di gattini raccontandoti la storia strappalacrime di come li abbia trovati, soli, in mezzo alla strada - ma non somigliano incredibilmente alla sua gatta?

Parola pubblicata il 30 Aprile 2012

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