Librare

li-brà-re (io lì-bro)

Pesare; giudicare; tenersi sospeso, volare

dal latino: libra sia misura di peso (da cui la libbra) sia bilancia.

L'uso di libra al posto di bilancia è ormai desueto: così diventa arcaismo letterario usare librare al posto di pesare, e figuratamente, giudicare, valutare. L'estetica di questa parola in questi sensi è grande, ma registri troppo aulici implicano spesso il fallimento della comunicazione.

Notevolissimo e vivo è invece il senso che il librare assume perlopiù al riflessivo, librarsi: genericamente ci dà l'idea di un volo leggero, ma l'etimo ci rivela che nello specifico è il volo sospeso, equilibrato, aggraziato come un immobile planare. Si librano gli albatri, perfetti, che non atterrano mai e che sembrano quasi fermi in cielo; si librano gli elegantissimi acrobati nelle loro vertiginose evoluzioni; si librano i versi tremanti del poeta, o le note sospese di un oboe o di un clarinetto.

Parola pubblicata il 23 Febbraio 2012

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