Mitridatizzare

mi-tri-da-tiz-zà-re (io mi-tri-da-tìz-zo)

Assuefare gradualmente a un veleno

dal nome di Mitridate VI, detto il Grande, re del Ponto - zona che si affaccia sul Mar Nero nel nord est dell'odierna Turchia - vissuto a cavallo fra il secondo e il primo secolo avanti Cristo.

Assumendo costantemente dosi non letali di un veleno, il corpo vi si abitua, e il veleno cessa di avere i propri effetti distruttivi.

Lo sapeva Crautea, medico del re Mitridate, il quale in un momento politico di grande concitazione, temendo di essere ucciso in una congiura, gli chiese un antidoto che lo rendesse immune ai veleni. Così Crautea iniziò a somministrargli piccole dosi di tutti i veleni conosciuti al tempo - e Mitridate, assuefatto, non poté più morire avvelenato. Tanto che, alla fine delle lunghe guerre contro Roma, trovatosi sopraffatto dalle esplosive campagne militari di Pompeo ed essendo tutto perduto, volendosi togliere onorevolmente la vita, anche ingerendo una grossa quantità di veleno non vi riuscì. Ma un taglio oggi un taglio domani non si diventa immuni all'affondo di una spada, e fu così che Mitridate il Grande cadde, aiutato, per sua stessa mano (non è facile trafiggersi da soli con una spada).

Ad oggi il suo nome resta nel curioso ed eloquente fenomeno del mitridatismo - immunità tramite assuefazione.

Parola pubblicata il 11 Gennaio 2012

Commenti