Perpetuare

per-pe-tu-à-re (io per-pè-tuo)

Rendere eterno, far durare

dal latino: perpetuare, da perpetuus, composto da per che indica continuazione e petere dirigersi, andare verso.

È una parola di alto registro e dal suono bellissimo, dolce e largo nello iato che separa la "u" e la "a"; e di grande grazia è l'immagine dell'etimo: qualcosa che continua a dirigersi, ad andare verso. Sembra dirci che ciò che dura, ciò che viene reso eterno lo fa con un fine, con una lontanissima, imperscrutabile meta.

Le parole del grande poeta si perpetuano nella meraviglia sempre nuova che suscitano nelle successive generazioni d'uomini; il perpetuarsi di un costume potrà essere cifra dell'identità di un gruppo; la memoria di pagine tragiche della storia dovrà essere perpetuata oltre la vita di chi le ha vissute e raccontate, affinché non si ripetano.

Ricordiamo che questa parola viene spesso confusa, per disattenzione o ignoranza, con perpetrare, che significa commettere, riferito a un atto turpe; ma una conoscenza ponderata della lingua è in grado di preservare da tale confusione, promuovendo la bellezza di entrambe.

Parola pubblicata il 17 Marzo 2013

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