Pervicace

per-vi-cà-ce

Che insiste con tenacia

dal latino: pervincere vincere completamente, composto di vincere preceduto dal rafforzativo per.

L'irremovibile fermezza di un proposito o di una posizione di rado ha una sfumatura positiva: il testardo, il cocciuto, l'irriducibile sono rigidità orgogliose, che con iattanza rifiutano ogni ragionevole mediazione.

La pervicacia invece, forse in virtù del suo etimo, mi pare che meglio si presti ad accezioni positive: è una tenacia volta alla vittoria, spinta sul suo binario da una forza motrice inarrestabile come solo un ideale, un sentimento, una vocazione, una precisa, semplice e profondissima consapevolezza sa essere.

Così è l'invincibile pervicacia dell'onestà o della gentilezza - montagna serena attorno a cui il vento ululante dell'opportunismo o della rabbia si spezza e frange, impotente; così è la pervicacia irresistibile dell'amore, che se vissuto a fondo nella materia dei giorni diventa onda che monta soverchiando e spazzando via ogni incertezza o ostacolo; così è la pervicacia del sole, dono per tutti, che nei gorghi tortuosi e involti dei sentimenti neri e delle notti demoniache, stendendo l'ampia e calorosa mano, restituisce l'intuizione della speranza e dell'unità eterna della vita.

Parola pubblicata il 12 Ottobre 2011

Commenti