Propinquo

pro-pìn-quo

Vicino; stretto, intimo; parente

dal latino propinquus 'vicino, prossimo', derivato dell'avverbio prope 'vicino, presso'.

Abbiamo richiamato questa parola vedendo il verbo 'appropinquare', ma per quanto sia poco comune merita di essere tenuta in pronta considerazione.

Va notato che i suoi significati sono semplici: si dice propinquo ciò che è vicino, nello spazio o nel tempo, e quindi posso parlare del sito archeologico propinquo alla cittadina, della sagra ormai propinqua, di come i due romanzi dei due scrittori siano propinqui. E figuratamente questa vicinanza si traduce in intimità stretta: posso raccontare di quanto io e una certa persona siamo propinqui, di come mi sia propinquo un tema, di come diventino propinqui i rapporti professionali. Inoltre, e con una naturale linearità, il propinquo, fattosi sostantivo, diventa il congiunto, il parente: presento con gioia gli amici ai miei propinqui, ci fa sentire ricchi e saldi l'essere circondati da propinqui.

La meraviglia di questa parola è giusto la ricercatezza: un concetto semplice qui si prende lo spazio e il tempo di essere enunciato in maniera larga e tornita, e perciò intensa e intenta. Il propinquo non è più vicino del vicino, ma ha una massa di pensiero tale da incidere più profondamente, nell'espressione, questa qualità. Perché i termini poco comuni sono gesti insoliti, capaci di marcare con insolita forza le idee solite.

Parola pubblicata il 13 Agosto 2017

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