Proscrizione

pro-sci-zió-ne

Nella Roma antica, condanna a morte o all'esilio, accompagnata dalla confisca dei beni; bando; proibizione

dal latino: proscriptio, da proscribere comunicare per iscritto, composto da pro avanti e scribere scrivere.

Nell'antica Roma certe condanne erano notificate mediante pubblica affissione di un annuncio: tale era la proscrizione, originariamente avviso di vendita all'asta dei beni di un debitore, che alcuni ricorderanno per via delle famigerate "liste di proscrizione", le quali a più riprese, durante i rivolgimenti di potere della tarda età repubblicana, vennero pubblicate indicando chi, per motivi politici, era stato condannato all'esilio o a morte - condanna accompagnata dalla confisca totale dei beni.

Oggi la proscrizione resta un generico bando, una condanna, e anche un divieto: significati vasti e versatili. Si può proscrivere una pubblicazione che sia ambigua fautrice di un sistema di valori mafioso; l'ospite scostumato potrà essere unanimemente proscritto dai convitati - che non lo inviteranno più; e nell'intimità della propria mente ci si potrà risolvere a proscrivere un pensiero che ci è odioso o ci nuoce. Nella sua dotta altezza rimane comunque una parola molto dura e tagliente, visti i tragici antichi trascorsi che evoca.

Parola pubblicata il 24 Febbraio 2014

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