Record

L'anglicismo e il gentiluomo

rècord

In prove sportive: primato, il risultato che supera tutti i precedenti; come aggettivo, con significato estensivo, denota superiorità assoluta; in informatica: in un database, insieme strutturato di informazioni suddiviso in campi; nei registratori e nei videoregistratori, pulsante utilizzato per avviare una registrazione

voce inglese, ‘registrazione’.

Anglicismo effettivamente da record questo, visto che entra in italiano alla fine del XIX secolo e resiste a spinte piuttosto forti che lo volevano sostituire con corrispettivi italiani di tutto rispetto. Sono numerosi, quindi in zona record, pure i significati assunti dal termine, anche se rimane comunque più ristretto rispetto all’originale. E se poi ci aggiungiamo che il suo ruolo all’interno della frase può variare da sostantivo (ad esempio, se dico che mio zio detiene il record delle uova ripiene mangiate durante il pranzo di Pasqua in famiglia) ad aggettivo (come nel caso delle temperature record che ogni estate sembrano ormai tormentarci), troviamo un ulteriore carattere che contribuisce a renderlo molto versatile e quindi strumento linguistico comodo ed efficace.

Andiamo quindi con ordine. Letteralmente, il record è la registrazione, ed infatti nella lingua inglese entra come verbo che significa ripetere, recitare per imparare qualcosa a memoria, quindi per registrarla nella nostra mente e poterla eventualmente trasmettere. Le origini latine sono lampanti: l’ingresso avviene attraverso il francese antico record, a sua volta derivato del latino recordari, testualmente reiterare nel cuore (che viene visto come la sede della memoria, così rimasto ad esempio nell’inglese moderno con l’espressione learn by heart, imparare a memoria).

Tuttavia, in italiano il record non è una registrazione generica, ma quella del primato sportivo, che viene segnato in quanto risultato formidabile, da trasmettere nella storia come sfida per essere superato. Ancora una volta è il francese a fare da tramite, stavolta dall’inglese all’italiano, e visti i tempi l’accettazione del prestito integrale non è cosa scontata. Le proposte alternative sono state varie: dall’adattamento recordo all’ambiguo grido, dal semplice ma non preciso massimo (il record può essere anche negativo, cioè un minimo) al vincente primato, il quale però non è riuscito in nessun modo a sostituire del tutto il fratello importato, ma solo ad affiancarlo, come è evidente al giorno d’oggi. Anzi, si direbbe che il forestierismo abbia ricevuto nuova linfa aprendosi ad altri, più moderni campi semantici, come ad esempio la tecnologia e l’informatica, ma soprattutto insediandosi nel linguaggio comune, aiutandoci a definire tutto ciò che, per i più svariati motivi, ci sembra che valga la pena di registrare nella memoria.

Parola pubblicata il 12 Aprile 2019

L'anglicismo e il gentiluomo - con Eleonora Mamusa

Di nuovo sul fronte sempre caldo, interessante e scivoloso degli anglicismi: stavolta a venerdì alterni con Eleonora Mamusa, linguista e lessicografa - per riuscire a strutturare in merito idee più confacenti.

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