Formidabile

for-mi-dà-bi-le

Straordinario; spaventoso

dal latino: formidabilis terrificante, dal verbo formidare temere.

Umanamente è comune che eccezionalità e terrore siano spesso associati: l'inusuale, il gigantesco, il superiore possono generare tanto spavento quanto ammirazione. Il formidabile nasce da questa comunione.

Se secondo l'etimo sarebbero più propriamente formidabili il balzo della tigre e l'aereo da guerra, nella nostra lingua il connotato si è invece decisamente volto verso l'oblio della paura: il formidabile viene usato come straordinario generico - o al limite, il connotato del terrore viene ironizzato.

Una memoria formidabile non fa davvero paura, ma nel complimento si scherza sul fatto inquietante che paia aliena o robotica, e idem per quanto riguarda caratteristiche fisiche come ad esempio la forza, l'agilità, la bellezza; un lavoro formidabile parimenti non sarà spaventoso, ma magari di perfezione sovrumana, di acume artistico demoniaco, o portato avanti con zelo e disciplina gesuitica.

Ma con un gusto un po' rétro il formidabile può essere nel suo senso proprio un sublime che stupisce e spaventa insieme: lo strapiombo chilometrico dello spigolo settentrionale dell'Agnèr, la lava che scivolando sulle sue croste ancora molli cola in mare, un'eclissi di sole.

Parola pubblicata il 01 Dicembre 2011

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