Secondino

se-con-dì-no

Guardia carceraria

derivato di secondo, che viene dal latino secundus, a sua volta dal verbo sequi 'seguire'.

Sono molti i nomi con cui gli agenti della polizia penitenziaria sono noti, alcuni meno lusinghieri di altri - e secondino è certo uno dei più sintetici e neutri. In origine è un termine lombardo, passato poi in veneto e quindi nella lingua nazionale durante il XIX secolo: descriveva i secondi del capo del carcere.

Ora, 'secondo' è un termine molto fertile: come sostantivo, indica (fra l'altro) qualcuno che segue qualcun altro, spesso gerarchicamente, e quindi figuratamente l'aiutante. Tant'è che 'secondino', dilagato in Italia col significato carcerario a partire dal nord, in certi ambiti regionali può mantenere degli altri significati - quali ad esempio l'aiutante del portiere a Napoli o del primo cameriere a Roma.

A questa parola tocca anche un'altra popolare sorte - cioè quella di diminutivo del minuto secondo. Ma quando ero bambino e dicevo a mio nonno di aspettare un secondino, lui mi riprendeva sempre: il secondino è la guardia carceraria, e guardando l'orologio un secondo è un secondo, non ce n'è uno più piccolo degli altri.

Parola pubblicata il 21 Luglio 2016

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