Severo

se-vè-ro

Rigoroso

dal latino: severus.

Il severo sa che cosa è giusto e vi si attiene senza dolcezze di giudizio, senza indulgenze. Ha pretese su di sé o sugli altri molto precise, e gli spazi di flessibilità, per lui, sono angusti. È una durezza, questa, che nasce dal valore della disciplina.

Siamo abituati ad associare questa qualità ai professori, ai genitori - insomma, alle figure di autorità. Da un lato si parla spesso del troppo severo, dall'altro ci riesce comune parlare del 'severo ma'. Severo ma giusto, severo ma bravo, severo ma disponibile. Si intuisce che sia un aspetto talvolta necessario a certi ruoli di guida, e positivo quando rivolto innanzitutto su sé stessi, e accompagnato a qualità umane fertili - una cifra di serietà che deve essere intelligente, che ben comprenda ciò su cui la severità si impone.

Da notare che ultimamente, specie in ambito medico, il severo è diventato sinonimo di grave (una lesione severa, una severa malattia). Si tratta di una trasposizione dell'inglese "severe", che significa appunto "duro, grave".

Parola pubblicata il 08 Agosto 2012

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