Sparagnino

spa-ra-gnì-no

Tirchio

dal latino medievale: sparmiare, dal longobardo: sparon, da confrontare col tedesco moderno sparen risparmiare; probabilmente incrociato col francone: waidanjan da cui il nostro "guadagnare" e l'inglese "gain", che propriamente significherebbe lavorare, da waida pascolo.

Sembrerebbe una parola di dialetto, ma in svariate forme è presente quasi in ogni parte d'Italia - e la sua radice è diffusa perfino in larga parte d'Europa.

Abbandonando l'etimo del risparmio e scendendo nel particolare, lo sparagnino sarebbe l'avaro, il tirchio, il tirato a tutti i costi: è però subito evidente all'orecchio, a parità di denotazione, come sia più dolce rispetto ai suoi sinonimi, come ad esempio, oltre ai citati, spilorcio, micragnoso o pidocchioso.

È una parola più ironica che aggressiva, più ridente che graffiante, le pesa meno addosso il giudizio severo sull'avarizia ed è libera dal sospetto disappunto di non poter essere prodighi dell'altrui - se questi sono sparagnini.

Parola pubblicata il 01 Marzo 2012

Commenti