Speculazione

spe-cu-la-zió-ne

Osservazione, indagine col pensiero; acquisto e rivendita con ampi guadagni

dal latino: speculari osservare, da cui anche speculum specchio.

Lo speculatore del milletrecento e quello del duemila non sono grandi amici, fra di loro. Anzi. Il primo è tutto vòlto alle considerazioni filosofiche, agli alti intendimenti del pensiero. Per capirsi, è uno di quelli che sta tutto il tempo a ragionare se la Vergine è stata vergine anche durante il parto, se il mal caduco sia dovuto ad uno squilibrio di bile gialla o di sangue e sul perché la luna ha le macchie. L'altro invece è assorbito dalle vendite di titoli bancari allo scoperto, dall'acquisto di case da rivendere subito a prezzo maggiorato, oppure dalla vendita di container di banane da ricomprare subito a prezzo più basso.

La speculazione intreccia variamente i due significati di osservazione e di riflessione, di sguardo e di specchio: è vero che un tempo lo speculatore era anche il semplice cavaliere in ricognizione, ma la speculazione filosofica ha già un che di riflessione; e lo speculatore di oggi rimbalza la merce nelle compravendite, ma osservando bene il mercato.

Un serto in cui si legano altezza e bassezza, idealità e venalità - mai in equilibrio, comunque, sbilanciata ora nell'astrazione più sterile, ora nella più arida avidità.

Parola pubblicata il 27 Agosto 2012

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