Tentennare

ten-tén-nà-re (io ten-tén-no)

Essere instabile, traballare, oscillare; essere incerto, esitare

dal latino tintinnare, di origine onomatopeica.

Questa parola ha un mazzo folto di sinonimi, ma è particolare. Va capito perché, anche visto che l'origine onomatopeica, a vederla così, dice e non dice.

Siede insieme all'oscillare, al dondolare, al traballare, all'ondeggiare: ma fra tutti è il più secco, il più duro. E nell'uso è chiaro il perché: così come è duro il suono della vibrazione della lama del coltello incurvata e lasciata scattare elasticamente (un tèn, tèn) chi o ciò che tentenna ha tendenzialmente una base confitta in un suolo, o comunque è pesantemente poggiato, senza che si smuova facilmente. Un'amaca non può tentennare, non tentenna un drappo. Invece tentenna il palo piantato male, tentennano le cime degli alberi, tentenna il dente, tentenna il tavolo: tentenna solo ciò che è basato, ancorato.

Questo vale anche per le persone. Se dico che Tizio dondola, vedo le sue gambe muoversi, il peso ora sull'una ora sull'altra. Se dico che Tizio tentenna, lo vedo lì, fisso, e incerto, gli si muovono la testa, le spalle, e volentieri intendo dire che esita, che è incerto - in una situazione che precede l'azione e che vede ancora i suoi piedi fermi lì. Mi chiedi «Pandoro o panettone?» e io tentenno.

C'è una ragione etimologica: il 'tintinnare' da cui deriva lo conosciamo, ma lo conosciamo come un suonare argentino: tintinnano le campanelle. Anche in latino era proprio un suonare di questo genere; e per provocare un suono come questo la mano fa tentennare la campana, stretta nella mano, sul fulcro del polso. Non è mai un dondolare abbandonato, un oscillare di foglia al vento.

Parola pubblicata il 24 Novembre 2018

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