Tifo

tì-fo

Malattia infettiva; passione sportiva

dal greco: typhos fumo, vapore, febbre - intendendo l'offuscamento febbrile della mente.

Il tifo ci sembra una malattia dei tempi andati, come la tubercolosi, la poliomielite, la sifilide, la malaria - una di quelle malattie che colpiscono i personaggi dei romanzi dell'ottocento. La realtà è che, insieme a queste altre, è ancora ben radicato, nel mondo.

Quello che storicamente viene chiamato 'tifo' è in realtà un gruppo di malattie distinte, che colpiscono per cause e con modalità diverse. Ma questo non è sempre stato così chiaro. Caratteristica comune è però l'alta febbre, che provoca un offuscamento dei sensi, toglie lucidità, appanna la mente come vapore - da cui l'origine del nome.

La parte più interessante nell'osservazione di questa parola è però cercare di capire come sia passata ad indicare la passione sportiva, l'entusiasmo che ci invasa durante una partita od una gara sostenendo una squadra o un atleta.

Le risposte non sono certe ma suggestive. Forse per il connotato del contagio proprio della malattia del tifo: l'eccitazione sportiva si trasmette fra le persone come fiamma da foglia a foglia; o forse per similitudine fra le ondate periodiche di febbri tifoidee e la settimanale febbre del tifo calcistico che esplode nel giorno della partita. Impensabile: chi si era mai soffermato sul nesso fra i due significati di 'tifo'?

Parola pubblicata il 23 Novembre 2012

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