Tomentoso

to-men-tó-so

In biologia, specie in botanica, coperto di peluria

da tomento, che è dal latino tomentum 'peluria, imbottitura', di origine incerta.

No, non è un tormentoso a cui è scappata una erre (quello viene dal latino torquere, ossia 'torcere'). È invece un'altra di quelle parole che ci mette davanti alla sorpresa della precisione.

Il tomentoso è letteralmente ciò che è coperto dal tomento, una peluria fitta, più o meno lunga, che si trova su certi vegetali. Possiamo preferire le pesche tomentose perché più succose, strofiniamo energicamente le albicocche sotto l'acqua perché alla lingua non siano tomentose, la foglia nuova di salvia che non ha patito l'arido appare larga e tomentosa, e camminando lungo il torrente osserviamo le piante tomentose di tasso barbasso.

Il grado di definizione di questa immagine è eccezionale: l'impressione davanti al tomento è che si tratti di una borra fine, di una cimatura sottile buona per ovattare, per imbottire, e in effetti il tomentum (ma anche il nostro tomento, in un senso desueto) era soprattutto un'imbottitura, il cui nome va forse avvicinato al verbo tondere, ossia tosare, cimare, rasare. Non sarà la parola che useremo prontamente al supermercato, ma ci dà la possibilità di non dover parlare senza alternativa di pesche pelose, ci fa scampare il destino della metafora di dozzina: non pesche pelose, ma pesche imbottite - tomentose.

Peraltro è bello osservare come una sola consonante in meno valga a cambiare radicalmente gli equilibri fonosimbolici di un termine. Quanto il tormentoso è affaticato dal rinvolgersi nella sofferenza che lo fruga, tanto il tomentoso è sordo, attutito, trapunto.

Parola pubblicata il 18 Ottobre 2018

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