Viaggiare

L'italiano visto dagli stranieri

viag-già-re (io viàg-gio)

Spostarsi da un luogo a un altro, anche figuratamente

da viaggio, derivato dal provenzale viatge, a sua volta dal latino viaticum 'viatico, viaggio'.

La grazia dell'origine di questa parola - così importante e comune - è davvero inaspettata. Infatti certo, la vena etimologica che porta al 'viaggiare' scaturisce ovviamente da 'via', ma il viaggio non nasce quale definizione geografica o geometrica di un percorso: il concetto di viaggio gemma dal viatico, cioè da ciò che occorre per il viaggio stesso. L'idea del viaggiare è quindi in origine misurata da ciò che portiamo con noi per il viaggio: non tutti gli spostarsi sono dei viaggiare. E se diciamo che viaggiamo per lavoro anche quando ci spostiamo noiosamente, se diciamo che il treno viaggia a grande velocità, nel viaggiare resta sempre una nota non semplice, ulteriore - evidente quando invece viaggiamo con la fantasia, o quando ci prendiamo finalmente le ferie per viaggiare. Nel viaggio c'è un apparecchiamento personale.


- Se si viareggia in treno, si arriva in tre ore -

I verbi sono uno degli ossi duri dell’italiano. Proviamo a fare un po’ di conti: l’indicativo ha otto tempi, il congiuntivo quattro e il condizionale due. Ognuno di questi ha sei persone, e siamo già a ottantaquattro forme diverse. Se vogliamo aggiungere l’imperativo con tre persone, e i modi indefiniti (participio, infinito, gerundio) con due tempi ciascuno, arriviamo a novantadue. Quindi un verbo italiano ha di norma novantatré modi diversi di essere coniugato, senza contare il fatto che ci sono moltissimi verbi irregolari. È un bel salto rispetto alle lingue dove la flessione verbale è minima. Il fatto di dover coniugare il verbo sembra impegnare così tanto alcuni studenti che iniziano a coniugare… tutto. Per questo ci sono studenti che alla domanda “Di dove sei?” rispondono tutti concentrati “io didovo americano” e studenti che per dire andare a Viareggio dicono “io viareggio”. Complice il fatto che viaggiare e Viareggio sono molto simili, ed ecco che si fondono nel verbo viareggiare, andare a Viareggio.

Parola pubblicata il 17 Marzo 2016

L'italiano visto dagli stranieri - con Chiara Pegoraro

L'italiano è una delle lingue più studiate al mondo: come è che gli stranieri la vedono, quali sono le curiosità, le difficoltà e le sorprese che riserva a chi la sta imparando? Con Chiara Pegoraro, esperta insegnante d'italiano per stranieri, osserveremo attraverso alcune parole le questioni più problematiche e divertenti di questo tipo di apprendimento. Per gli italiani, qualcosa di nuovo e insolito sulla loro lingua madre; per le migliaia di amici stranieri che ci seguono, un simpatico aiuto.

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