Tregenda
Pubblicata il 23 Aprile 2011 -
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tre-gèn-da
SignSabba, adunata notturna di streghe e demoni
dal latino: [transienda] via di transito, dal verbo [transire] passare attraverso - quindi, punto e momento di passaggio di esseri ultraterreni. C'è chi vuole che derivi da [trecenta] trecento, che in latino si usava per indicare un numero grande ma indefinito - indicando gli spiriti o i fuochi fatui.
Gli assembramenti di diavoli nel vecchio immaginario collettivo erano molto vividi, specie collegati ai cicli dei solstizi e degli equinozi. Oggi questa parola sopravvive perlopiù scherzosamente indicando rumorose e festose brigate notturne, o notti particolarmente cupe o tempestose - notti, appunto, da tregenda.
Così potrà essere una tregenda la discoteca il sabato sera, si potrà passare una notte da tregenda in ottobre nella casa in campagna o finendo un lavoro che malediciamo con tutto noi stessi.
Spesso viene usata come sinonimo di "tragedia", ma anche se in certi casi di uso estroso delle parole può andare benone, non sono sinonimi neanche un po'.






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