Fallace

fal-là-ce

Illusorio, ingannevole, che induce in errore

dal latino fallax derivato di fàllere 'ingannare, trarre in errore'.

È un termine importante, che va saputo usare. Non appartiene esclusivamente a un registro aulico, ma vive in discorsi che esprimono una certa raffinatezza di pensiero.

Il fallace è l'illusorio, il fuorviante, ciò che inganna o che tende a indurre in errore. Non è detto che l'ingannevolezza del fallace sia ordita con doppi fini - può anche essere il prodotto di un errore, o di un difetto logico. Così il politico può fare campagna elettorale con promesse fallaci o usando a bella posta statistiche fallaci, ma si può anche evidenziare la debolezza di un'argomentazione che si basa su un assunto fallace, e l'indagine può essere sviata dalla dichiarazione fallace di un testimone oculare che non ricordava bene come credeva.

Perciò è una parola raffinata: perché implica un giudizio di verità. Perciò è una parola importante: il saggio della verità è una questione di cui ci si dovrebbe occupare quotidianamente. E poi diciamocelo, è una parola ricercata che sa esercitare una certa soggezione.

Nota etimologica: ha qualcosa a che vedere col fallire? certamente. Il fallere latino, al passivo, significa 'ingannarsi', e quindi sbagliare.

Parola pubblicata il 05 Agosto 2016

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