Allignare
al-li-gnà-re
Significato Mettere radici, attecchire, prosperare
Etimologia dalla voce del latino parlato ricostruita come allignare, derivato di lìgnum ‘legno’ col prefisso ad-.
Parola pubblicata il 07 Gennaio 2026

al-li-gnà-re
Significato Mettere radici, attecchire, prosperare
Etimologia dalla voce del latino parlato ricostruita come allignare, derivato di lìgnum ‘legno’ col prefisso ad-.
Parola pubblicata il 07 Gennaio 2026
Sappiamo che il legno è una materia speciale, per noi esseri umani — e la lingua testimonia questo rapporto, a cominciare dal fatto che il significato originale di ‘materia’ è precisamente ‘legno’.
Ora, ‘allignare’ è un termine che ha molti sinonimi: è uno svilupparsi, un prosperare, ma in quest’ambito è difficile, per la lingua, staccarsi dalle metafore botaniche. Infatti più propriamente potremmo dire che è un radicarsi, un attecchire, ma ci staremmo mordendo la coda.
Infatti ‘allignare’ è letteralmente un ‘diventare legno’, già a partire da una voce del latino parlato ricostruita come allignare, e questo è un punto poetico estremamente interessante. Sappiamo che i virgulti più giovani, da poco sbucati dal seme, sono di un verde tenero — tenere le radici, teneri gli steli. C’è una crescita continua, un continuo irrobustimento che del germoglio fa pianta, del verde fa legno. Dopotutto anche il tecchio che dà vita all’attecchire è il pezzo di legno, e anche il radicare segue la crescita della pianta. Tralasciamo le grandezze astratte dello sviluppare e del prosperare e cerchiamo di capire le specificità dell’allignare.
Il radicare sceglie un’immagine un po’ diversa: non è solo un prosperare, è un fissarsi con solidità, uno stabilirsi pervicace, un inserirsi saldamente in un ambiente. L’allignare è meno profondo, meno attaccato — cresce, certo pure si radica, ma non ci rappresenta lo stesso grado di compenetrazione.
Trovare la differenza con l’attecchire invece è più difficile: posso parlare parimenti di come l’ulivo alligni più o meno bene in un certo luogo, così come dell’innesto che ha o non ha attecchito e al contrario. Sono entrambi modi vegetali di prendere il via. E anche in ambito figurato posso parlare di come una certa idea abbia attecchito subito nel gruppo, di come un sospetto insinuato alligni, o viceversa. Quindi? Osiamo qualcosa in più.
L’attecchire, forse, coglie un principio più primo, una fase più iniziale. Se qualcosa non attecchisce, stiamo probabilmente considerando un momento decisivo ma quasi introduttivo. Se la pianta che ho collocato in giardino non attecchisce, la fotografia delle mie parole coinvolge proprio e solo la sua introduzione. È forse anche più a buon mercato.
L’allignare (magari anche grazie al più chiaro riferimento al legno) sembra poter abbracciare fasi successive, fasi di crescita un po’ più avanzata, non solo prossime alla nascita. Proprio la calma continuità del verde che si fa legno attraverso le stagioni e gli anni mi può dare un suggerimento, soppesato in un registro leggermente superiore; e quindi posso parlare di come ci sia voluto tempo perché un’abitudine allignasse, di come una strana moda abbia allignato in una cerchia particolare, dei buoni sentimenti che allignano in un’esperienza di volontariato.
Sono sfumature, su cui è bello contrapporre opinioni: quando due parole sono così vicine nel riferimento e nell’uso, conserviamo pur sempre un misterioso arbitrio per cui optiamo per l’una o per l’altra, un criterio nascosto che padroneggiamo e non conosciamo.