Attecchire

at-tec-chì-re (io at-tec-chì-sco)

Mettere radici, prosperare; prendere piede

dall'ipotetica voce gotica thikjian 'prosperare'.

Questo è un verbo delizioso; etimologia e significati ce lo presentano tutto imperniato sul prosperare, ma va subito notato che si tratta più esattamente di un iniziare a prosperare.

È con questo significato che emerge in italiano nel XIV secolo: un prendere forza, vigore. Un paio di secoli più tardi si afferma nei suoi usi botanici, e quel prendere forza si declina (per la pianta) in un mettere radici, in un riprendersi dopo il trauma di un trapianto, nel successo di un innesto. Le talee della mamma attecchiscono sempre, tant'è che non sappiamo più dove mettere le ortensie; ogni volta trapiantiamo nel bosco l'alberello che compriamo a Natale ma non attecchisce mai; e grazie all'innesto che ha attecchito sul mirabolano ci possiamo gustare delle belle susine. Possiamo dire che sono proprio gli usi botanici a disegnare il cuore di questo verbo: le immagini che apparecchiano descrivono in maniera cristallina l'azione di un iniziare a prosperare, un vigore che monta.

Il passo figurato (o il recupero del primo più generico significato) è facile: l'attecchire diventa il prendere piede, l'affermarsi, il diffondersi. La nuova religione attecchisce con rapidità sorprendente, la moda esotica ha attecchito solo in una nicchia, e l'idea sulla nuova gestione dell'impresa ha finalmente attecchito. Sempre talee, sempre radici, sempre trapianti e innesti - perché tanta parte della nostra immaginazione si aggira ancora fra le piante.

Parola pubblicata il 06 Maggio 2018

Commenti