Pantheon

pàn-the-on

Significato Tempio dedicato a tutte le divinità; insieme delle divinità di una religione; tempio in cui sono sepolti personaggi illustri; luogo fisico o ideale che raccoglie opere o personaggi illustri

Etimologia voce dotta recuperata dal latino Pantheon, prestito dal greco pántheon (hierón) ‘(tempio) di tutti gli dei’, composto di pan- ‘tutto’ e théos ‘dio’.

L’approfondimento che leggiamo può riguardare una serie di nomi che appartengono al pantheon della letteratura; nel pantheon delle creature mostruose delle nostre storie troviamo vampiri e lupi mannari e streghe; e nelle celebrazioni cittadine vengono ricordati affollati pantheon dello sport e della politica.
Di che cosa sa questa parola, che si fa notare così tanto, e che pur nella sua forma greca cruda è tanto eloquente e basilare, per la nostra cultura?

Il concetto di pantheon, a partire dal generico antecedente greco, si specifica nella vicenda particolare di uno degli edifici più ammirati dell’antichità latina, cioè proprio il Pantheon di Roma. In breve, si tratta di un edificio dalla forma estremamente caratteristica, con una grande cupola (studiatissimo prodigio dell’architettura e tutt’oggi fra le più grandi al mondo) e un pronao colonnato sovrastato da un classico timpano triangolare; fu fatto costruire da Marco Vipsanio Agrippa, genero di Augusto, a partire del 27 a.C., e famosamente restaurato dall’imperatore Adriano dopo circa un secolo e mezzo, durante cui era stato danneggiato. La sua particolarità è l’essere intitolato a tutte le divinità; una consacrazione del genere non era una pratica comune, ma è profondamente eloquente circa una caratteristica del potere romano — cioè il modo in cui era stato in grado di acquisire le divinità esterne e di sistemarle con quelle più originalmente italiche.Per fare un esempio in loco, Agrippa costruì il Pantheon, si dice, per un’indicazione in sogno della dea orientale Cibele.

È così che il pantheon fa un salto figurato, e diventa direttamente l’insieme delle divinità di una certa religione politeista — così parliamo delle corrispondenze fra pantheon greco e romano, del pantheon del romanzo fantasy, o del pantheon in cui si affermano contrapposti enoteismi. Fin qui tutto lineare. Ma c’è di mezzo la Rivoluzione francese.

Il nome di quell’illustrissimo edificio romano era girato molto, nel periodo subito precedente; Stendhal e Goethe ne avevano parlato in modo entusiastico, ed era una tappa impreteribile di ogni Grand Tour che si rispettasse. Quando nel 1791 i rivoluzionari francesi destinarono la chiesa pensata per essere dedicata a Sainte-Geneviève alla funzione di mausoleo per i morti eminenti, il nuovo monumento fu chiamato proprio Pantheon — e di qui viene il significato di ‘pantheon’ quale sacrario per sepolture illustri, sinonimo di famedio.
Certo, a ben vedere anche il Pantheon di Roma è ricco di tombe importanti — vi riposano artisti come Raffaello e Carracci e Corelli, e teste coronate come Umberto I, Margherita, Vittorio Emanuele II. Però quello di seppellire gente importante nelle chiese è un uso non certo eccezionale, e quella del Pantheon romano non è stata una funzione così tanto diversa da quella di altre chiese — altre, perché il Pantheon di Roma dal 609 è in effetti consacrato come chiesa, Santa Maria ad Martyres.

In questo senso sono propriamente pantheon il famedio del cimitero monumentale di Milano, Santa Croce a Firenze, ma il concetto si può estendere figuratamente al luogo fisico o ideale che raccoglie opere o personaggi illustri: la biblioteca del professore è un pantheon di edizioni preziose, una raccolta di racconti può essere il pantheon di un’autrice, nella kermesse musicale si raduna il pantheon musicale, alcuni nomi brillano in modo speciale nel pantheon della storia dell’arte, e l’osteria con giusta fama è presentata come pantheon del gusto. Nel figurato, si muove come variante precisata del concetto di ‘tempio’.

Non abbiamo risposto però alla prima domanda: di che sa questa parola? Che sapore, che odore ha? Ha un tratto di severità istituzionale, marmorea, quella rigidità propria della scrittura monumentale della storia. Naturalmente, nel significato più strettamente religioso sono dei tratti molto appropriati — serve la dimensione di tempio, lo stesso Pantheon pullulava di statue. Ma quando è raccolta di elementi illustri, questo tratto può gravare; non è brillante come la pleiade, e non è detto che ciò che desideriamo comunicare sia l’odore del marmo su cui non batte mai il sole.

Parola pubblicata il 01 Giugno 2023