Nome generico usato per indicare un’entità materiale o ideale, reale o immaginaria, concreta o astratta che spesso non si può o non si vuole indicare con esattezza
dal latino causa.

A volte ci è capitato di citarlo, en passant, nelle pagine di questo sito: è Giorgio Caproni, poeta eccellente e poco conosciuto.
Dopo l’esperimento condotto per il cinquantennale dalla morte di Dino Buzzati, senza bisogno di ricorrenze ci avventuriamo insieme in una settimana di pubblicazioni che hanno come tema le parole di Giorgio Caproni.
Le parole, dal 10 al 16 ottobre, sono trattate nella solita forma in cui trattiamo parole letterarie: una trattazione sulla parola (scritta da Giorgio Moretti), un testo di riferimento dell’autore e una trattazione sui temi dell’autore che emergono (scritta dalla virgiliesca Lucia Masetti). Buona lettura!
Nome generico usato per indicare un’entità materiale o ideale, reale o immaginaria, concreta o astratta che spesso non si può o non si vuole indicare con esattezza
dal latino causa.
Piccolo recipiente in cui si versa il liquido da bere; quantità di liquido che contiene
dall’antico francese bichier, che viene dal greco bîkos ‘anfora per il vino’, forse attraverso l’ipotetica voce del latino parlato bicarius, o forse attraverso quella francone, parimenti ipotetica, bikāri.
Disperazione; sfiducia; dubbio; sgomento davanti alla vastità
da disperare, voce dotta recuperata dal latino desperare, composto di de- e sperare ‘sperare’.
Movimento di masse d’aria causato da una differenza di pressione atmosferica; aria, corrente d’aria
dal latino ventus, di origine indoeuropea.
Permesso di partire; separazione, e saluti che la precedono; cessazione dal servizio; periodo di astensione dal lavoro
dall’antico francese congiet, dal latino commeatus ‘licenza di partire’, propriamente ‘andare e venire, circolazione’, da commeare ‘andare e venire’, derivato di meare ‘passare’, col prefisso con-.
Che è in opposizione, in contrasto; che va in verso opposto; avverso; cosa opposta, contraria; che ha un opposto significato
voce dotta, recuperata dal latino contrarius ‘che sta di fronte’, da contra ‘contro’.
Animale, specie in quanto privo di ragione, coscienza, bruto; persona meschina, indegna, inumana, rozza
dal latino bestia.